Belle e dannate: le modelle di Dante Gabriel Rossetti sono accomunate da destini tormentati. Sono state le muse della Confraternita Preraffaellita, personaggi indipendenti e fragili, vittime di vite sregolate e al limite.
Se nei loro ritratti appaiono come figure pure e angeliche, la realtà della loro vita era ben lontana da quella candida quiete.
Dante Gabriel Rossetti è stato un personaggio eccentrico, che si è circondato di persone eccentriche. Prime tra tutte, le sue donne e muse ispiratrici.
Gli artisti della Confraternita Preraffaellita erano sempre in cerca di donne sfortunate, dotate di un fascino esoterico e raffinato. Si aggiravano per la città proponendo il ruolo di modelle alle figlie della working class inglese, rigorosamente di umili origini, finendo poi per innamorarsene e coinvolgerle nelle loro avventure intellettuali e nelle loro vite burrascose.
Le fanciulle ritratte nei quadri di Dante Gabriel Rossetti riflettono le idee raffinate e il background culturale dell’artista. Egli proveniva da una famiglia eccezionalmente colta, che gli trasmise un’insolita passione per l’opera del sommo Dante Alighieri. Sua madre era Frances Polidori, sorella dello scrittore John Polidori, mentre suo padre, Gabriele Rossetti, era poeta e critico letterario. Non erano soltanto una coppia dotata di una cultura fuori dal comune, ma anche politicamente attiva: erano carbonari e, per questo, dovettero fuggire come esuli dall’Italia a causa della loro partecipazione ai moti insurrezionali del Risorgimento italiano.
Rifugiatisi a Londra, ebbero quattro figli, cresciuti con un’educazione culturale così solida da produrre effetti sorprendenti: Dante Gabriel Rossetti divenne un celebre pittore e scrittore, sua sorella una critica letteraria e i due fratelli entrambi poeti. Una famiglia, dunque, decisamente fuori dal comune.
Rossetti ereditò dal padre un amore sconfinato per Dante Alighieri, tanto da modificare il proprio nome pubblico anteponendo quello del sommo poeta. Tradusse in inglese e illustrò la Vita nuova e scrisse numerose poesie seguendo la metrica del Dolce Stilnovo. La passione per l’opera di Alighieri si trasformò in una vera e propria ossessione, capace di influenzare profondamente la sua visione dell’arte e della vita.
Le numerose fanciulle raffigurate nei suoi dipinti sembrano infatti incarnare la trasposizione visiva della donna angelicata dantesca: figure delicatissime, dall’incarnato pallido che allude alla purezza d’animo, eteree perché pure, quasi provenienti dal cielo. Proprio come Beatrice per il Poeta, queste donne diventano muse ispiratrici, capaci di avvicinare l’artista alla contemplazione del divino.
Colpisce quanto queste immagini siano lontane dalla realtà vissuta da quelle ragazze. Provenivano tutte da contesti di povertà, segnati da drammi familiari e sogni infranti. Avevano accettato di abbracciare gli ideali della Confraternita Preraffaellita e di collaborare con gli artisti, spesso con l’aspirazione di diventare a loro volta artiste; finirono invece relegate al ruolo di modelle. Tra eccessi e fragilità, le loro vite furono attraversate da passioni intense ed eventi tragici.
Elizabeth “Lizzie” Siddal: la moglie
Ritratto di Elisabeth Siddal di Dante Gabriel Rossetti.
Elizabeth Siddal, soprannominata Lizzie, proveniva da una famiglia umile ed era la terza di otto figli. Il padre possedeva un negozio di coltelli e, da uomo concreto, cercò sempre di allontanarla dalle sue aspirazioni artistiche. Lei, tuttavia, non si arrese e, intorno ai vent’anni, si avvicinò a un gruppo di artisti anticonformisti che criticavano la società contemporanea: la Confraternita Preraffaellita.
Fu lì che conobbe uno dei fondatori, Dante Gabriel Rossetti, di cui si innamorò e che sposò nel 1860. Accanto a lui iniziò a studiare pittura e a scrivere poesie, diventando la sua principale musa ispiratrice. Il loro però fu un amore tormentato, segnato dal divario sociale e dalla tossicodipendenza.
Lizzie amava dipingere e si adeguò allo stile della Confraternita, ma venne principalmente relegata al ruolo di modella, diventando una delle preferite dei pittori preraffaelliti.
È lei la giovane che posò per la celebre Ophelia di John Everett Millais. Durante la realizzazione dell’opera rischiò la vita: fu costretta a rimanere immersa a lungo in una vasca da bagno, in pieno inverno, anche quando una delle lampade che riscaldavano l’acqua si ruppe. La conseguente bronchite compromise gravemente la sua salute, tanto che il padre denunciò Millais chiedendo un risarcimento di 50 sterline. L’incarnato eccezionalmente pallido della ragazza ritratta nel quadro era forse una fotografia reale dell’aspetto che la modella aveva assunto fluttuando nell’acqua fredda.
È ricordata come una donna dal carattere determinato ma malinconico, messa sotto stress dai problemi di salute che la costringevano a lunghi viaggi e dai continui rinvii del matrimonio che Dante Gabriel Rossetti le faceva patire. Il pittore, infatti, temeva il giudizio dei genitori e dei fratelli, poiché la Siddal era di umili origini. Per paura che potessero mettere un veto alle nozze, continuava a fissare date e a rinviare la cerimonia all’ultimo momento, senza presentarla alla sua famiglia. Questo stress si concluse nel 1860, quando il pittore decise di convolare a nozze perché si era reso conto che la salute della ragazza stava peggiorando velocemente e aveva il presentimento che sarebbe morta dopo poco.
La salute di Lizzie era anche molto compromessa dall’uso frequente di laudano, una sostanza oppiacea che contribuì anche al suo stato depressivo.
Nel 1861 diede alla luce un bambino nato morto, evento che la traumatizzò profondamente. Cadde in una profonda depressione, aggravata dalla dipendenza da oppiacei.
L’11 febbraio 1862 scrisse una lettera d’addio al marito e si tolse la vita con un’overdose di laudano. Dopo la sua morte, Rossetti precipitò in uno stato di profonda instabilità: gli amici lo descrivono come un uomo distrutto, preda di manie di persecuzione, dedito allo spiritismo nel tentativo di rievocare Lizzie, tanto disperato da tentare anch’esso il suicidio.
Dopo la morte di Elisabeth Siddal, Rossetti la raffigura nell’opera “Beata Beatrix”, nei panni della Beatrice di Dante, anche lei deceduta prematuramente. Il volto di Lizzie è trasognato come se apparisse in sogno, come se fosse colta da un estasi mistica, mentre tiene tra le mani un fiore bianco di oppio, sostanza che ne ha causato la morte.
Fanny Cornforth: l’amante
Mentre Elizabeth Siddal era lontana da casa per affrontare le cure mediche, Rossetti iniziò a tradirla con Fanny Cornforth. Anch’essa divenne una delle sue tragiche muse, con una storia straziante alle spalle e un futuro incerto. Aveva delle caratteristiche fisiche diverse rispetto alle altre modelle di Dante Gabriel Rossetti: non era una bellezza eterea e ultraterrena, ma colorita e formosa.
Nonostante Rossetti la ritragga nelle vesti di nobil donna, anche lei aveva umili origini e un’infanzia difficile alle spalle. Ancora bambina aveva affrontato la morte della madre e di quattro fratelli, probabilmente a causa della tubercolosi. Presto dovette trovare un lavoro come domestica per poter aiutare la famiglia, mentre cresceva una sorella di nove anni più piccola e assisteva il padre malato.
Eppure il 25 agosto 1856 la sua vita era destinata a cambiare: durante una festa a Londra fu notata da Dante Gabriel Rossetti, che le chiese di diventare la sua modella. Gli artisti preraffaelliti erano sempre alla ricerca di donne bellissime e particolari da convincere a posare per loro. Fanny diventò presto una modella amatissima della Confraternita Preraffaellita: lavorò per Rossetti, Burne-Jones, George Price Boyce e J. R. Spencer Stanhope.
Fanny s’innamorò di Rossetti e fu devastata quando lui decise di sposare Lizzie, che però morì poco tempo dopo. A quel punto decise di trasferirsi da lui, vivendo fianco a fianco con un uomo devastato dal dolore, sopportando tutti i suoi comportamenti più bizzarri e autolesionisti, che andavano dai tentativi di rievocare lo spirito della moglie defunta, all’abuso di alcol e droghe.
Fanny lo sostenne in maniera totale. Era ufficialmente la sua modella e fidanzata, ma in molti preferivano reputarla semplicemente la sua domestica. Infatti, c’erano persone nella famiglia e nella cerchia sociale di Rossetti che la condannavano per le sue umili origini. La ritenevano una delle tante donne della classe operaia propense a sedurre i gentiluomini per il loro denaro.
Il fratello di Rossetti, William, scrisse che Fanny era “una donna di straordinaria bellezza, con lineamenti regolari e dolci e una massa di splendidi capelli biondi, color oro chiaro o giallo raccolto”, ma “non aveva il fascino della buona educazione, della cultura o dell’intelletto”. Insomma, il suo accento grossolano e i suoi modi di fare la facevano apparire rozza e offensiva allo sguardo dell’alta società. Per questo, tanti invitavano il pittore a lasciarla.
Rossetti e gli altri artisti riuscirono invece a cogliere il fascino dell’allegra ed estroversa Fanny. Oggi sappiamo quanto sia riduttivo relegarla al ruolo di una seduttrice di uomini ricchi: lei e Rossetti avevano un profondo legame che li terrà vicini per tutta la vita.
Dopo una decina di anni trascorsi insieme, Rossetti perse la testa per un’altra donna, Jane Morris, e abbandonò Fanny. In qualche modo però le rimase vicino, aiutandola finanziariamente e continuando a mantenersi in contatto con lei fino alla sua morte. Era come se sentisse di doversi occupare di lei, forse per l’amore e la pazienza con cui si era presa cura di lui nei momenti di maggiore debolezza.
La famiglia di Rossetti non vide mai di buon occhio Fanny, tanto da vietarle la partecipazione al funerale dell’artista. Lei però non lo dimenticherà mai e, dopo la scomparsa di Dante Gabriel, si occuperà di promuovere il suo lavoro e divulgare la sua storia.
Jane Burden (Morris): l’amore proibito
Anche Jane Morris, nata Jane Burden, aveva vissuto in povertà: era figlia di uno stalliere e di una lavandaia, entrambi analfabeti. Lei però era affascinata dal mondo della cultura e aveva un grande talento per il ricamo.
Dante Gabriel Rossetti la notò durante uno spettacolo a teatro: colpito dai suoi lineamenti scolpiti ed eleganti, la invitò a diventare una modella per la Confraternita. Posò per William Morris, grande amico di Rossetti e cofondatore della Confraternita, innamorandosene. I due si fidanzarono e lei fu educata privatamente in preparazione al matrimonio con un uomo ricco, diventando una buona pianista e una lettrice capace di affrontare anche testi in francese e italiano.
William e Jane si sposarono ed ebbero due figlie, però il marito patì molto per i lunghi tradimenti della moglie. Infatti, ebbe delle lunghe frequentazioni sentimentali proprio con amici stretti di William: prima con il suo migliore amico Dante Gabriel Rossetti, poi con il poeta Wilfrid Scawen Blunt.
È noto che Dante Gabriel Rossetti perse completamente la testa per Jane: ne fece la sua modella più sensuale e la sua amante. La sua ossessione per la donna doveva essere evidente, tanto che anche William Morris se ne accorse, ma nonostante la sua sofferenza antepose la felicità della moglie, concedendole di trascorrere anche l’estate con l’amante.
Dante Gabriel Rossetti fu devastato dall’amore per Jane, che non lascerà mai il marito per lui. Infatti, nonostante lei fosse una donna ribelle e indipendente, nutriva una profonda stima del marito, con cui collaborava a qualsiasi livello. Furono proprio le loro discussioni su arte e design a contribuire a plasmare la direzione del lavoro, i temi e le intuizioni artistiche che Morris perseguì. La sua sensibilità come ricamatrice fu un sostegno tecnico ed etico agli ideali dell’artigianalità e sull’importanza della bellezza nella vita quotidiana che Morris proponeva, in contrasto alla produzione industriale. Inoltre, con il marito era impegnata in cause sociali e politiche, in particolare quelle legate ai diritti dei lavoratori e alla promozione dei prodotti artigianali.
Insomma, nonostante le scappatelle, William e Jane erano una coppia affiatata, che condivideva sogni, passioni e ideali. Lei fu l’ultimo grande amore di Dante Gabriel Rossetti. Un cuore impossibile da possedere, una bellezza profonda che evocò infinite volte.
Se vuoi sapere di più su William Morris, il suo lavoro e i suoi ideali, vai all’articolo L’utopia sociale dell’Art and Crafts.
Alexa Wilding: la modella professionista e amica
Alexa è la più ritratta tra le modelle di Dante Gabriel Rossetti. Qui la vediamo in posa nell’opera “La vedova romana” del 1874.
Alexa Wilding è stata la modella più ritratta da Dante Gabriel Rossetti, ma la meno famosa poiché fuori da tutti i gossip. Infatti, non fu mai legata all’artista per relazioni sentimentali, ma solo professionali e amicali. Rossetti la raffigurò in ogni sorta di panni: dalla santa alla vedova, da Medusa a Venere.
Si narra che Rossetti la vide passare per strada e rimase incantato dalla sua bellezza, chiedendole di posare. Lei veniva da una famiglia operaia, ma sapeva leggere, scrivere e sognava di diventare un’attrice. Un’aspirazione, la sua, che non si realizzò mai; era invece condannata a passare una vita umile, fronteggiando costanti difficoltà economiche. Rossetti però assecondò in qualche modo il suo sogno, portandola a interpretare ogni sorta di personaggio.
Le fece firmare un accordo con una clausola di esclusività, che impediva alla Wilding di posare per altri artisti. È probabile che l’artista sia rimasto colpito dalla sua eleganza eterea e dai suoi lunghi capelli rossi perché ricordavano l’aspetto della sua defunta moglie, Lizzie.
L’immagine di questa ragazza andò a sostituire quella della modella e fidanzata Fanny, che fu messa in secondo piano come musa dalla Wilding e sentimentalmente da Jane Morris.
Con il tempo Alexa e Rossetti maturarono una relazione basata sul rispetto e sull’amicizia e, quando Rossetti morì, la Wilding, pur in precarie condizioni economiche e di salute, compì un lungo viaggio solo per deporre una ghirlanda sulla sua tomba.
Fu probabilmente la donna che trascorse più tempo accanto all’artista. Con l’intelligenza di mantenere le debite distanze emotive dalle bizzarrie di Dante Gabriel Rossetti, Alexa fu colei che più a lungo gli rimase vicino.
Tra le modelle di Dante Gabriel Rossetti, c’era la moglie di William Morris, un personaggio chiave per l’arte dell’epoca. Se vuoi scoprire di più su di lui e sul sui pensiero, vai all’articolo L’utopia sociale dell’Art and Crafts.
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Punk di formazione, da sempre si occupa di arte contemporanea e controculture.





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