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IL MEGLIO E IL PEGGIO DELLA BIENNALE

11 opere tra eccellenza e assurdità

Chiara Righi28 Marzo 2018

Il padiglione vincitore

Padiglione Germania vince il leone d’oro per la migliore partecipazione nazionale grazie all’opera performativa di Anne Imhof.

Anne Imhof - padiglione germania

La scultura più grande

Claudia fontes, per il padiglione dell’Argentina, ha realizzato un enorme cavallo che arriva fino al soffitto della struttura.

Claudia fontes

 

L’opera più eccentrica

Cerwin Wurm ha ribaltato un camion davanti al padiglione Austria.

Erwin Wurm - padiglione austria

L’opera più burlona

L’artista giapponese Takahiro Iwasaki invita l’osservatore a infilare la testa in un buco nel soffitto al primo piano di uno stabile, ai giardini della biennale. La sua testa sbucherà direttamente all’interno di un’opera al secondo piano, davanti alla quale tanti visitatori sono pronti a fotografarlo.

dettaglio opera di Takahiro Iwasaki

L’opera più trash

Se vi siete commossi per i water presenti in biennale due anni fa non potrà dispiacervi l’opera del collettivo d’artisti El cìrculo màgico, nel padiglione del Guatemala. Si tratta di un mega scopino rotante piantato in un vaso da fiori.

El cìrculo màgico

L’opera più equo-solidale

L’artista Mark Bradford ha ceduto il suo spazio espositivo a una cooperativa veneziana che aiuta, attraverso il lavoro, i detenuti provenienti dal carcere maschile e femminile. Per fare in modo che possano continuare le loro attività gli ha anche garantito due anni di affitto pagato da lui. Attualmente potete quindi vedere un negozio che vende oggetti e vestiti realizzati dai detenuti.

Mark Bradford - opera negozio

La tecnica più improbabile

Nel padiglione cinese, Gu Wenda ha realizzato la sua opera United nations-man tutta con capelli umani. La differenze cromatiche dei capelli neri, marroni, rossi e biondi, servono da colorazione per il disegno. L’opera è un’istallazione parecchio grande, per cui, se non si è troppo schizzinosi, ci si può entrare e girare.

United nations-man di Gu Wenda

L’oggetto più non-sense

Antonello Riello ha creato dei curiosi motorini senza capo… o senza coda.

Antonello Riello

L’opera più surrealista

Mentre noi ce ne stiamo all’asciutto, possiamo spiare nella casa costruita da Vajiko Chachkhiani in cui piove a dirotto.

Vajiko Chachkhiani

L’inganno ottico meglio riuscito

Alicja Kawade ha realizzato un gioco di specchi che ci permette, girando intorno all’istallazione, di avere l’impressione che gli oggetti posizionati all’interno si trasformino, in forma e colore.

Alicja Kawade

L’opera più biodegradabile

L’artista Michel Blazy ha deciso di riconsegnare le sue numerose paia di scarpe da ginnastica alla natura. Puntualmente innaffiate, sono in va di putrefazione e germogliazione già da un po’.

Michel Blazy

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Chiara
Punk di formazione, da sempre si occupa di arte contemporanea e controculture.
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    Anno di pubblicazione / 1989

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