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Filippo Tommaso Marinetti

Chiara Righi13 aprile 2018

Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto, 22 dicembre 1976 – Bellagio, 2 dicembre 1944) è stato un poeta, scrittore e drammaturgo italiano. È principalmente noto come massimo teorico ed intellettuale del movimento futurista.

 

Nel 1909, pubblica Manifesto del futurismo, apparso su Le Figaro di Parigi, in cui si scaglia contro i principi e i modelli artistici vigenti. Il suo tono provocatorio causa un forte scandalo ma rompe definitivamente con le convenzioni accademiche del tempo. Tutti gli spiriti più creativi e ribelli di inizio ‘900 rimangono folgorati dalle parole di Marinetti, dando avvio a una rivoluzione cultuale e artistica senza eguali.

 

La figura di Filippo Tommaso Marinetti si pone come punto di riferimento per tutta la longeva durata del movimento futurista. Gli stimoli da lui suggeriti hanno contribuito a rivoluzionare tutti i campi delle arti visive, dalla grafica pubblicitaria alla pittura, estendendosi fino ai domini della musica, della letteratura e del teatro. La sua sfera d’interessi è così vasta da aver toccato e influenzato profondente anche settori quali la cucina, la moda e il design d’interni.

 

Nell’arco della sua vita si è occupato ampiamente anche di politica, fondando da prima il Partito Futurista e avvicinandosi successivamente al Partito Fascista di Mussolini. La vicinanza al Duce e le sue posizioni politiche, spesso molto estreme, hanno gettato un’ombra negativa sulla sua persona negli anni successivi al ventennio. I suoi meriti artistici sono stati notevolmente rivalutati negli ultimi anni, in cui diversi studiosi hanno cercato di scindere il suo contributo creativo dalle sue posizioni politiche personali.


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Anno di pubblicazione / 1989

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