DECODE 

ITINERARI

ITINERARI

GIBELLINA, CAPITALE ITALIANA DELL’ARTE CONTEMPORANEA 2026: IL PROGRAMMA

Chiara Righi30 Dicembre 2025

“Portami il futuro” è il titolo scelto dal Comune di Gibellina (TP) per il programma ufficiale della città Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. Un tema fortemente sentito da un luogo che, dopo essere stato devastato da un potente terremoto nel 1969, diventò un laboratorio di rigenerazione e costruzione di comunità.

Qui di seguito trovate tutto il programma delle mostre e degli eventi che animeranno la città, mese per mese, per tutto il 2026.

Ghibellina - Foto di Andrea Repetto

Sistema delle Piazze di Gibellina, città Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, progettato da Franco Purini – Laura Thermes. Foto di Andrea Repetto, Courtesy Fondazione Orestiadi.

 

Gennaio 

Mostra

Dal mare, dialoghi con la città frontale: Masbedo, Adrian Paci

A cura di Andrea Cusumano

Inaugurazione: 15 gennaio 2026

Luogo: Teatro di Pietro Consagra, Gibellina

 

Il Teatro di Pietro Consagra, grande scultura architettonica in cemento nel cuore monumentale di Gibellina, diventa prima dell’avvio del suo completamento (su progetto di Mario Cucinella, previstoper l’autunno 2026) lo spazio di un dialogo ideale tra i Masbedo e Adrian Paci. All’interno della struttura dagli echi piranesiani, al primo piano sarà installata su tre grandi schermi l’opera The Bell Tolls Upon the Waves di Adrian Paci, mentre al livello superiore un imponente schermo accoglierà Resto del duo Masbedo.

Entrambe le opere, dedicate al Mediterraneo come orizzonte umano, politico ed esistenziale, mettono in relazione il mare, il movimento e la migrazione: immagini e suoni si fonderanno nello spazio, innescando un confronto tra linguaggi artistici e tra la visione etica ed estetica dei due artisti e quella di Consagra.

 

 

 

 

 

Mostra

Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot, Nanda Vigo

A cura di Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta

Inaugurazione: 15 gennaio 2026

Luogo: Fondazione Orestiadi–Museo delle Trame Mediterranee, Gibellina

 

La mostra riunisce cinque figure centrali nella storia di Gibellina–Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo–mettendo in scena un dialogo inedito tra opere, linguaggi e memorie. Le artiste sono state protagoniste, in momenti e forme diverse, del progetto di ricostruzione culturale della città: dalle arti visive alla fotografia, dall’arte urbana alle arti decorative e all’architettura. L’esposizione, accanto alla valorizzazione storica del loro contributo, mira a instaurare un confronto con le nuove generazioni di artisti, invitati a ripensare il patrimonio di Gibellina e delle sue collezioni come risorsa viva per la ricerca contemporanea.

 

 

 

 

Febbraio

Mostra

Generazione Sicilia: collezione Elenk’art

A cura di Alessandro Pinto e Sergio Troisi

Gennaio 2026: MAC–Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao” di Gibellina, ex Chiesa di Gesù e Maria

Febbraio 2026: Cittadella dei Ragazzi, Alcamo

 

La collezione Elenk’art, iniziata da Nino Galvagno e ampliata dal figlio Francesco a partire dagli anni ’90, è oggi una delle più significative raccolte di arte contemporanea siciliana. Accanto a opere di maestri come Giacomo Balla, Renato Guttuso, Fausto Pirandello, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carla Accardi, Piero Dorazio, Pietro Consagra, Emilio Vedova, Giovanni Uncini, Sandro Chia, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Hidetoshi Nagasawa, Thomas Struth, Pino Pascali, Bertozzi &Casoni, la mostra diffusa si concentra sugli artisti siciliani middle-career: dalla scuola di Palermo (Alessandro Bazan, Francesco De Grandi, Andrea De Marco, Fulvio Di Piazza) sino a Walter Zanghi, Francesca Polizzi, Loredana Longo, Francesco Simeti, Manfredi Beninati, Daniele Franzella, Linda Randazzo e altri. L’esposizione restituisce l’immagine di un collezionismo attivo sul territorio, impegnato a promuovere e sostenere le nuove generazioni artistiche.

 

 

 

 

Mostra

PROTESTE prima del FUTURO

A cura di Giuseppe Maiorana

Dal 5 dicembre 2025 al 28 febbraio 2026

Luogo: Belìce/Epicentro della Memoria Viva

 

La mostra ricostruisce, attraverso le immagini dell’archivio di Belìce/Epicentro della Memoria Viva, la stagione delle lotte popolari tra anni Sessanta e Settanta: dalla Marcia della Sicilia Occidentale del 1967 alle proteste nazionali dei terremotati del Belìce del 1968. Fotografie di Bruna Amico, Letizia Battaglia, Toni Nicolini, Studio Labruzzo, Pucci Scafidi e altri catturano volti, slogan, cortei, restituiscono la memoria viva di comunità che hanno occupato le piazze per rivendicare ricostruzione, diritti e dignità.

 

 

 

Marzo

Mostra

Philippe Berson. Mummie

A cura di Gaetano Costa

Inaugurazione: marzo 2026

Luogo: Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, Gibellina

 

Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, l’artista parigino Philippe Berson sceglie Palermo e la Sicilia come sua nuova casa. Dopo un’esperienza come gioielliere per Christian Lacroix, si dedica alla scultura e alla performance, diventando un punto di riferimento per una generazione di artisti palermitani e figura centrale della scena creativa underground.

Affascinato dal rapporto con la morte e dal grottesco delle Catacombe dei Cappuccini, Berson realizza un corpus di opere ispirate a quel contesto, in cui l’eleganza della sua formazione nel gioiello incontra la materia del corpo e del rito. La mostra presenta una sua installazione di grande rilievo, destinata a essere ospitata in modo permanente a Gibellina, affinché la sua opera, dopo la scomparsa prematura dell’artista nel 2025, trovi una casa stabile nella memoria del territorio.

 

 

 

 

Installazione

Rossana Taormina. Luce Residua

A cura di Giuseppe Maiorana e Vito Chiaramonte

Inaugurazione: marzo 2026

Luogo: Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, Gibellina

 

Luce Residua è un’installazione luminosa e concettuale inedita, pensata per gli spazi sotterranei di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva. Tre neon a luce rossa, allestiti in uno scantinato spoglio, evocano un ambiente sospeso tra camera oscura e rovina, dove la luce diventa metafora della memoria che resiste al tempo, all’oblio e alle cancellazioni.

L’opera riflette sul rapporto tra memoria, storia e archivio, trasformando lo spazio espositivo in uno scenario di soglia, in cui ciò che resta, la “luce residua”, illumina le tracce della storia comune.

 

 

 

 

 

Residenze d’artista

Jonida Xherri

A cura di Enzo Fiammetta

Periodo: marzo 2026

 

Nata a Durazzo e residente in Italia, Jonida Xherri concentra la propria pratica su interventi pubblici e progetti di integrazione. La residenza a Gibellina porta alla realizzazione del sipario per l’Auditorium del MAC “Ludovico Corrao”, concepito come dispositivo visivo che racconta, attraverso segni e colori, il dialogo tra culture e il ruolo dell’arte come soglia e attraversamento. Una mostra di restituzione presenta lavori, studi e materiali del processo.

 

 

 

Aprile

 

Mostre

Mediterranea: visioni di un mare antico e complesso

A cura di Viviana Panaccia

Inaugurazione: aprile 2026

Luogo: Museo delle Trame Mediterranee, Fondazione Orestiadi, Gibellina

 

La mostra, proveniente dal MAXXI di Roma, propone una lettura del Mediterraneo come spazio antico e complesso, crocevia di storie, ecosistemi, culture e conflitti. Articolata in sezioni – “Storie di terre e acque”; “Popoli e culture”; “Vegetazioni e profumi”; “Mediterraneo oggi”– l’esposizione intreccia linguaggi scientifici e artistici, combinando opere d’arte, materiali visivi e contenuti documentali.

Il percorso invita a riflettere sulla necessità di proteggere il patrimonio naturale del “Grande Mare”, e sul ruolo dell’arte come dispositivo di consapevolezza, narrazione e responsabilità condivisa.

 

 

 

 

 

Residenze d’artista

Khaled Ben Slimane e Sonia Besada

Periodo: aprile 2026

 

L’artista tunisino Khaled Ben Slimane, formatosi tra Tunisi e Barcellona e figura di riferimento per la ceramica contemporanea, svolge una residenza a Gibellina insieme all’artista e ceramista Sonia Besada. La loro presenza si concentra su un workshop dedicato al linguaggio della ceramica, in dialogo con le tradizioni del Mediterraneo e con le storie artigianali del territorio. Il laboratorio coinvolge giovani, artigiani e pubblico in un processo di sperimentazione formale e simbolica, che si conclude con una mostra di restituzione delle opere realizzate.

 

Maggio

 

Mostra

Prisenti

A cura di Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta

Inaugurazione: maggio 2026

Luogo: mostra diffusa in varie sedi di Gibellina

 

I prìsenti – dal siciliano “doni” – sono grandi drappi processionali realizzati da maestri dell’arte contemporanea per la festa di San Rocco, patrono della città. La tradizione del ricamo dei prìsenti, quasi scomparsa dopo il sisma del 1968, viene rilanciata da Ludovico Corrao nel 1981: per un decennio, ogni anno un grande artista è invitato a crearne uno nuovo. Nel 2026, la Fondazione Orestiadi e il MAC di Gibellina rimettono in mostra i prìsenti delle due collezioni, firmati da Michele Canzoneri, Pietro Consagra, Alighiero Boetti, Sami Burhan, Carla Accardi, Giuseppe Santomaso, Giulio Turcato, Carlo Ciussi, Isabella Ducrot, Renata Boero, Nja Mahdaoui, Marco Nereo Rotelli e Gandolfo Gabriele David.

La mostra restituisce la dimensione rituale e collettiva di queste opere, al confine tra arte, devozione e tessitura di comunità.

 

 

 

 

 

Residenze d’artista

Lucia Veronesi

A cura di Cristina Costanzo

Presentazione: maggio 2026

 

La ricerca di Lucia Veronesi, che intreccia riferimenti alla tessitura e alla botanica, incontra la storia di Gibellina a partire da un giardino-museo progettato per la città da Piero Burzotta e Giuseppe Barbera e mai realizzato.

La residenza ha un approccio interdisciplinare, tra arte contemporanea e architettura del paesaggio: studiando il giardino mediterraneo, le cromie e le geometrie ispirate alla pittura di Paul Kleee Robert Delaunay, l’artista realizzerà un’opera tessile che richiama la tradizione dei prìsenti e un nuovo giardino per un’area urbana in stato di abbandono. L’intervento unisce linguaggio visivo, botanica e memoria, trasformando uno spazio marginale in luogo di cura condivisa.

 

 

 

 

 

Residenze d’artisti 

Francesco Lauretta e Luigi Presicce – Scuola di Santa Rosa

A cura di Cristina Costanzo

Presentazione: maggio 2026

 

La Scuola di Santa Rosa, fondata nel 2017 a Firenze da Francesco Lauretta e Luigi Presicce come lezione di disegno pubblica e gratuita, approda a Gibellina in forma di residenza itinerante. Disegno, performance e pratica collettiva si intrecciano in una serie di sessioni aperte nei luoghi-simbolo del territorio – dal Sistema delle Piazze al Cimitero, dal Grande Cretto al centro Gesù e Maria – coinvolgendo cittadini, studenti e visitatori.

Al termine della residenza, una mostra/installazione restituirà il processo, i disegni e le relazioni nate nel corso delle azioni.

 

 

 

 

 

Residenze d’artista

Virgilio Sieni– Cerimonia

Presentazione: maggio 2026

 

Partendo da camminate e incontri a Gibellina nuova e nel Belìce, Virgilio Sieni sviluppa un progetto coreografico e partecipativo che mette al centro i gesti della comunità, la memoria dei luoghi e la fragilità del paesaggio. Nei bar, nelle strade, nei ristoranti, nei luoghi quotidiani emergono racconti e posture che diventano materiale per una “cerimonia” condivisa, fatta di movimenti semplici, non drammatizzati, capaci di legare passato e presente attraverso oggetti recuperati, memorie e relazioni. Il corpo, inteso come dispositivo sociale, diventa strumento per immaginare nuove possibilità di vita comune, in dialogo ideale con figure come Aldo Capitini, Danilo Dolci, Goffredo Fofi e Alessandro Leogrande, cui Sieni dedica idealmente il lavoro.

 

 

 

Giugno

Mostra

Domestic Displacement: Mona Hatoum, William Kentridge, Shirin Neshat, Amalia Pica, AnnaMaria Maiolino, Regina José Galindo, Santiago Sierra, Zehra Doğan, María Magdalena CamposPons, Holly Stevenson, Paolo Icaro, Olu Oguibe, Mustafa Sabbagh, Akram Zaatari

Un progetto di ruber.contemporanea

A cura di Giulia Ingarao e Antonio Leone

Inaugurazione: giugno 2026

Luogo: MAC – Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao” / ex Chiesa di Gesù e Maria, Gibellina

 

Domestic Displacement (mappa instabile) riunisce artisti internazionali che indagano il tema dello spostamento–geografico, identitario, politico–a partire dallo spazio domestico, dal corpo e dagli oggetti. L’esposizione, articolata tra il MAC e l’ex Chiesa di Gesù e Maria, presenta opere che mettono in tensione migrazione, sradicamento, conflitto, cura e intimità. Corpi, archivi, stanze, memorie e testimonianze compongono una “mappa instabile” in cui la casa diventa luogo di transito e di vulnerabilità, ma anche di resistenza e reinscrizione di sé. In un mondo in cui la mobilitàè insieme condizione e ferita, il gesto artistico si configura come atto di cura, testimoniando la possibilità di costruire nuove forme di abitare condiviso.

 

 

 

 

 

Installazioni

Gibellina Photoroad / open air & site-specific festival

Direzione artistica: Arianna Catania

Organizzazione: Associazione On Image

Inaugurazione: giugno 2026

Luoghi: spazi pubblici e sedi diffuse, Gibellina; Fondazione Orestiadi

 

Gibellina Photoroad è il primo festival open air e site-specific in Italia, dedicato alla fotografia e allearti visive, e uno dei pochi al mondo. Dal 2016 trasforma la città in un museo a cielo aperto, creando un dialogo tra arte contemporanea e spazio urbano.

L’edizione speciale 2026 presenta un’installazione site-specific dell’artista olandese Erik Kessels (realizzata con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi), che coinvolgerà gli abitanti trasformando una piazza in uno spazio di memoria e partecipazione attraverso il gioco visivo; una nuova installazione all’aperto di Teresa Giannico, basata su collage fotografici e ricostruzioni diritratti e ambienti; un’installazione esterna di Stefano Cerio, Redemption of Nature, in collaborazione con il mudaC – Museo delle Arti Carrara, vincitore dell’avviso pubblico “Strategia Fotografia 2025” della DGCC. Una videoinstallazione presso la Fondazione Orestiadi e un catalogo dedicato ai dieci anni del festival completano il programma.

 

 

 

 

 

Installazione 

L’Orestea di Gibellina – installazione teatrale di Emilio Isgrò

Date: 27 e 28 giugno 2026

Luogo: Grande Cretto di Burri, Gibellina

In collaborazione con il Festival delle Orestiadi

 

Nel 1981, sulle rovine di Gibellina vecchia, prima che il Cretto di Burri ne trasformasse definitivamente il paesaggio, Ludovico Corrao commissionava a Emilio Isgrò una nuova Orestea in “siciliano poetico”, come rito fondativo della città ricostruita. Quarantacinque anni dopo, Isgrò torna a Gibellina con una nuova installazione teatrale site-specific sul Cretto: un percorso in cui le parole e le cancellature dell’artista si intrecciano con voci, suoni e luci, dalla luce del tramonto al buio profondo. L’azione rinnova il gesto originario, rilanciando un messaggio di rinascita culturale in un tempo segnato da nuove crisi e “terremoti di civiltà”.

 

 

 

 

 

Residenze d’artista

Flavio Favelli–Ancora un viaggio nell’isola di Sicilia

A cura di Cristina Costanzo

Presentazione: giugno 2026

 

Il progetto di Flavio Favelli, artista tra i protagonisti della scena italiana contemporanea, si articola in due momenti. La residenza prende avvio con un viaggio in treno lungo il perimetro dell’isola, restituito in un libro d’artista che combina autobiografia, memoria collettiva e immaginario visivo.

A seguire, Favelli realizza due grandi murali nel cuore di Gibellina Nuova, dedicati al tema delle banconote (500 mila lire e 500 euro): immagini di potere e valore simbolico che diventano dispositivi di riflessione sulla storia economica e sociale e, al tempo stesso, “immagini tanto complesse quanto popolari”, capaci di dialogare con lo spazio pubblico e con la comunità.

 

 

 

 

 

Residenze d’artista

Pietro Fortuna – Folds 

A cura di Andrea Casumano

Presentazione: giugno 2026

 

Il progetto prevede la realizzazione di un ciclo di sculture modulari all’interno di uno spazio verde della città. Ogni elemento è costituito da lastre d’acciaio piegate in forme curve, che traducono ingesto plastico un processo di ripetizione e variazione.

L’opera non mira a un significato narrativo definitivo, ma all’esperienza del divenire: un evento che si manifesta nel qui e ora, in cui il frammento e la serialità rivelano una presenza intensa e discreta. Flessioni, curvature e riflessi inducono a considerare la scultura come “presentazione” più che rappresentazione, chiamando lo spettatore a un’osservazione lenta e attiva.

 

 

 

 

 

Residenze d’artista

Lucio La Pietra

Periodo: giugno 2026

 

Artista visivo e videomaker, Lucio La Pietra realizza durante la residenza un video dedicato alla Sicilia, costruito attraverso un linguaggio che unisce immagine digitale e forma tridimensionale. L’isola appare come un grande “cretto”, riferimento all’opera di Burri ma reinterpretato in chiave simbolica. Il lavoro viene presentato su un monitor su cui l’artista applica una Sicilia tridimensionale modellata durante la residenza, generando un dialogo tra schermo e oggetto che invita lo spettatore a esplorare il rapporto tra materia e immagine, territorio reale e rappresentazione.

 

 

 

Luglio

 

Teatro e Arte Contemporanea

Festival delle Orestiadi di Gibellina – 45ª edizione

Direzione artistica: Alfio Scuderi

Date: 3 luglio–2 agosto 2026 (anteprima 27, 28 e 29 giugno)

Luoghi: Baglio Di Stefano e Grande Cretto di Burri, Gibellina

 

Per l’anno della Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, il Festival delle Orestiadi propone un’edizione speciale dedicata al rapporto tra arte e teatro che ha segnato la storia di Gibellina. Progetti originali e inediti, site-specific, restituiscono la vocazione del festival come nodo centrale del “Polo del contemporaneo” siciliano.

La 45ª edizione celebra due importanti centenari con interventi dedicati a Dario Fo e Arnaldo Pomodoro, e un focus monografico su Roberto Andò, che ha attraversato cinema, teatro e opera, contribuendo in modo decisivo alla storia del festival.

 

 

 

 

Installazione

L’arte si racconta, il racconto dell’arte. Qui la vita non è altrove –installazione di Roberto Andò e Mimmo Paladino

A cura di Alfio Scuderi

Periodo: luglio 2026

Luogo: Baglio Di Stefano, Gibellina

 

Un progetto inedito, in collaborazione con il Festival delle Orestiadi, che mette in scena il rapporto tra arte e teatro nella storia della città. Incontri, esposizioni, performance e un’installazione sonorae visiva,Qui la vita non è altrove, firmata da Roberto Andò e Mimmo Paladino e ispirata ai testi diLeonardo Sciascia e Luigi Pirandello, compongono un percorso che attraversa quarantacinque annidi creazione e sperimentazione. L’opera rinnova l’alleanza tra teatro, arti visive e paesaggio, che hareso Gibellina un laboratorio unico nel panorama italiano.

 

 

 

 

 

 

Cinema e arte contemporanea

Periodo: luglio 2026

 

La rassegna intreccia cinema, arte contemporanea e pratiche performative, proponendo una selezione di film e documentari che esplorano le figure e i processi dell’arte. Tra le proposte, i documentari Conversazioni d’Arte di Alessandra Populin, dedicati tra gli altri a Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Fabio Mauri, Vedovamazzei, Grazia Toderi, che aprono al pubblico il dietro le quinte dei processi creativi.

Il collettivo Shaken Grounds–Sismography of Precarious Presences presenta At the Edge of Form, intervento site-specific che combina performance, land art e riprese partecipate per indagare come gli eventi sismici – sempre più intersecati con cause antropiche – plasmino immaginari, corpi e paesaggi. Il progetto si articola in un set aperto che lascia tracce nel territorio e in una presentazione pubblica che unisce proiezione, installazione e azione dal vivo.

 

 

 

 

 

Residenze d’artista

Sislej Xhafa–Le ombre

A cura di Andrea Cusumano e Paola Nicita

Presentazione: luglio 2026

 

L’artista kosovaro Sislej Xhafa, noto per interventi concettuali essenziali e fortemente radicati nel contesto, realizza un progetto dedicato agli abitanti più anziani di Gibellina. Le sue sculture nascono dal tracciamento delle loro ombre, registrate nelle piazze e negli spazi pubblici della città. Quelle sagome diventano forme tridimensionali che popolano il Sistema delle Piazze, trasformandolo in una sorta di “ritratto collettivo” in negativo.

Il progetto ricuce simbolicamente lo strappo tra la città delle persone e la città delle architetture, riportando al centro i corpi che ne hanno vissuto la ricostruzione.

 

 

Agosto

Musica e Arte Contemporanea

Periodo: agosto 2026

 

Un programma dedicato al rapporto tra ricerca sonora e arte contemporanea, dalle sperimentazioni di Fluxus, della poesia visiva e delle composizioni sinfoniche di artisti come Hermann Nitsch e Yves Klein fino alle esperienze contemporanee legate al Premio Merz a cura di Fondazione Merz.

Concerti, ascolti guidati e performance sonore animeranno siti di grande pregio monumentale e paesaggistico nel territorio di Gibellina e del Belìce, con un’attenzione particolare al Mediterraneo, ai giovani e alla contaminazione dei linguaggi. La musica si fa occasione di incontro e convivialità, aprendo lo spazio pubblico a nuove forme di fruizione.

 

 
 
 
 

Residenze d’artisti

Giorgio Andreotta Calò – Ricucire

In collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia

Presentazione: agosto 2026

 

Ricucire è un progetto-laboratorio che coinvolge una selezione di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia in un percorso di attraversamento fisico e simbolico dei luoghi del Belìce colpiti dalt erremoto.

A partire dall’opera di Alberto Burri, l’artista propone una riflessione sulle azioni “riparatorie” e sul rapporto tra ferita e paesaggio. Durante la residenza viene realizzato un nuovo prìsente per la processione di San Rocco del 16 agosto: il tessuto, esito del lavoro collettivo, viene poi portato in processione fino al Grande Cretto di Burri e, secondo tradizione, donato alla città.

Il progetto intreccia rito, cammino e pratica artistica come forme di ricucitura tra passato e presente.

 

 

 

Settembre

Mostra

Terra matta. Art brut a Gibellina

A cura di Eva Di Stefano

Inaugurazione: settembre 2026

Luogo: Fondazione Orestiadi – Museo delle Trame Mediterranee, Gibellina

 

La mostra, in collaborazione con l’Osservatorio Outsider Art, presenta i lavori di due artisti la cui pratica è annoverabile nell’Art Brut/Outsider Art: Salvatore Bonura (Sabo), di cui una ricca collezione è conservata al Museo Civico di Gibellina, e Giovanni Bosco, artista autodidatta attivo a Castellammare del Golfo.

Bosco, segnato dall’internamento psichiatrico e dall’emarginazione, a partire dal 2003 ha trasformato le facciate delle case e i muri dei paesi vicini con pupi, cuori dagli occhi grandi, cerchi, nomi di città, numeri e brani di canzoni, utilizzando vernice, pennarelli e materiali di scarto. Il suo lavoro, riconosciuto a livello internazionale nel 2008 dal fotografo Boris Piot e dal collettivo Animula Vagula, è oggi presente nella Collection de l’Art Brut di Losanna.

La mostra mette in luce la forza poetica e radicale di queste opere, in cui fragilità e urgenza espressiva diventano risorsa di immaginazione.

 

 

 

 

 

Mostra

Francesco Bellina. Fawohodie

Inaugurazione: settembre 2026

Luoghi: Chiesa Madre / Grande Cretto, Gibellina

 

Fawohodie – termine che richiama indipendenza e libertà – è una mostra fotografica che mette in relazione la trasformazione urbana di Sekondi-Takoradi, in Ghana, con le pratiche artistiche pubbliche e la rigenerazione delle città.

Il fotografo Francesco Bellina racconta come, attraverso l’interazione tra artisti, spazio pubblico e comunità, i contesti urbani possano modificarsi, aprendo nuove prospettive economiche, sociali e culturali. L’esempio degli artisti ghanesi contemporanei diventa così uno specchio attraverso cui guardare alle possibilità di Gibellina e del Belìce, sottolineando il ruolo dell’arte come catalizzatore di turismo culturale e come strumento per ridare vita a spazi in declino o trascurati.

 

 

 

 

 

Mostra

Legami invisibili

A cura di Federica Fruttero

Inaugurazione: settembre 2026

Luogo: Giardino Segreto, Gibellina

 

Il progetto coinvolge Suzy Lelièvre (scultrice, Francia), Mathieu Oui (fotografo, Francia) e Mila Sarti (performer e coreografa, Italia), chiamati a lavorare sul Giardino Segreto e sulle stratificazioni generate in cinquant’anni di storia della nuova Gibellina.

Lelièvre realizzerà un’installazione site-specific che mette in relazione, contrasta o estrae dall’ambiente circostante superfici e linee, rivelandone la struttura geometrica; Mathieu Oui produrrà ritratti sonori e fotografici degli abitanti di ieri e di oggi, indagando il coraggio di una comunità di fronte alle calamità naturali; Mila Sarti inviterà il pubblico a entrare in uno spazio/tempo sospeso, dove gesti e materiali (terra, gesso, superfici morbide) danno forma a rituali effimeri. Il progetto restituisce il tessuto invisibile di legami che unisce corpi, luoghi e memorie.

 

 

 

 

Ottobre

 

Mostra

Liu Bolin. Macerie

Inaugurazione: ottobre 2026

Luogo: MAC–Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao”, Gibellina; Grande Cretto; rovine di Poggioreale

 

L’artista cinese Liu Bolin, noto per i suoi mimetismi fotografici in cui il corpo si fonde con lo sfondo, realizzerà un progetto dedicato alle ferite lasciate dai terremoti nel Belìce e all’Aquila. A Gibellina e nel suo territorio, Bolin individuerà alcuni scorci emblematici tra la città nuova, il Grande Cretto e le rovine di Poggioreale, per poi estendere il lavoro all’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026.

Il progetto, articolato in una serie di scatti e installazioni fotografiche, costruisce un ponte ideale tra due città colpite dal terremoto, entrambe impegnate a ricostruire la speranza attraverso l’arte.

 

 

 

 

 

Mostra

Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra

A cura di Andrea Cusumano e Antonio Leone

Inaugurazione: ottobre 2026

Luoghi: Gibellina, Alcamo, Salemi

 

La mostra, in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli, rende omaggio a Peppe Morra–gallerista, collezionista, produttore, creatore di festival ed editore – figura chiave dell’arte contemporanea italiana e internazionale. La sua collezione, che ha dato vita alla Fondazione Morra, al Museo Laboratorio Hermann Nitsch, a Casa Shimamoto, a Casa Morra–Archivio d’Arte Contemporanea a Palazzo Cassano Ayerbo d’Aragona e al progetto di cittadella dell’arte a Caggiano, è una delle più straordinarie esperienze di collezionismo privato in Italia.

In mostra, tra le altre, le celebri “sei stanze” di Allan Kaprow, i “relitti” di Hermann Nitsch, le opere di Günther Brus, le esperienze Fluxus di Dick Higgins, Charlotte Moorman e Geoffrey Hendricks, i lavori di John Cage, Gina Pane, Julian Beck e il Living Theatre, Joseph Beuys, Marina Abramović, il gruppo giapponese Gutai – con particolare attenzione a Shozo Shimamoto – fino a Luca Maria Patella e Vettor Pisani.

Il progetto mette in parallelo l’esperienza di Morra con quella di Ludovico Corrao: due visioni che, nel Sud del Paese, hanno saputo costruire centralità culturale attraverso l’arte contemporanea.

 

 

 

 

Residenze d’artista

Diwan – Simposio di arti

A cura di Verein Düsseldorf Palermo e.V.

Presentazione: ottobre 2026

 

Diwan è un simposio di arti e tecniche che mette in dialogo sei autori e autrici attivi nello scambio artistico tra Düsseldorf e Palermo: Clemens Botho-Goldbach, Michael Kortländer, Roberto Orlando, Alessandro Librio, Valerie Krause, Genny Petrotta. La residenza affronta il tema della maceria sia come rovina fisica sia come risultato simbolico di traumi collettivi, invitando gli artisti a produrre opere individuali e collettive. La pluralità di linguaggi e prospettive alimenta una riflessione sulla possibilità di trasformare la distruzione in occasione di elaborazione, cura e nuova costruzione immaginativa.

 

 

 

 

 

In occasione di Gibellina come Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, ci sono ancora molti eventi in cantiere, tra cui BAM (Biennale Arcipelago Mediterraneo), di cui però non sono ancora state divulgate le date. 

 

 


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Chiara
Punk di formazione, da sempre si occupa di arte contemporanea e controculture.
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