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LE 10 OPERE ICONICHE DI ARTE FIERA 2024

Le migliori opere di quest'anno

Chiara Righi8 Febbraio 2024

Arte Fiera 2024 è stato un evento pieno di conferenze, performance e, soprattutto, opere meravigliose. Tra le varie, ce ne sono alcune che si sono distinte per beltà o per strambezza, che hanno caratterizzato la manifestazione di quest’anno.

 

 

 

 

Le 10 opere iconiche

 

 

“Because” di Maurizio Cattelan

cattelan

Si tratta del progetto speciale di Maurizio Cattelan pensato per Arte Fiera 2024.

Quest’opera sembra suggerire un’ipotesi a cui non avevamo ancora pensato: e se i tagli sulla tela non fossero un’intuizione di Lucio Fontana ma del suo eroico micetto? Sulla sinistra vediamo un gatto messo all’angolo, come se fosse in punizione, e una tela con tre graffi che ricorda la firma di Zorro, il noto paladino della giustizia.

In questo lavoro, Fontana e il gatto vengono messi sullo stesso piano contraddittorio: entrambi sono guastafeste ed eroi, colpevoli e libratori, pentiti e orgogliosi.

 

 

 

“Morandi Series White” di Casper Faassen

“Morandi Series White” di Casper Faassen

L’artista olandese Casper Faassen evoca i quadri di Giorgio Morandi. Ha realizzando diverse tele ad olio che hanno come soggetto dei vasi, e le ha poi nascoste da strati di polimetilmetacrilato bianco, leggermente crepato, che imita le micro fratture della pittura antica. L’effetto è delicatissimo e metafisico, tanto realistico che all’interno la tela sembrano nascondersi dei veri vasi tridimensionali.

 

 

 

“Sarò uomo” di Marcello Jori

Pinocchio

Un enorme pinocchio cerca la sua umanità e la trova in una goccia di sangue, causata dalle sue bugie. Che sia la nostra capacità di soffrire a renderci umani?

 

 

 

“Cell –Inside of myself” di Kenji Sugiyama

Libreria

Una micro biblioteca, piena di libri d’arte, immagini e informazioni, che si moltiplicano grazie a un gioco di specchi. Il titolo ci suggerisce che questa libreria altro non sia che una cellula dell’artista, ciò che si nasconde dentro al suo corpo.

 

 

 

La serie “The Ocean” di Giuseppe lo Schiavo

Finestre di Giuseppe Lo Schiavo

Le foto di Giuseppe Lo Schiavo partono dall’idea rinascimentale di “arte come finestra sul mondo”. Le sue foto mostrano grandi finestre da sogno, che si affacciano sull’oceano in compagnia di statue e libri, fornendo un’idea di un luogo sospeso nel tempo in cui regna un’immensa serenità.

 

 

 

“I figli dei comunisti” di Daniela Ortiz

Matriosche

Serie di matriosche in legno colorate con acrilico che raccontano una pagina poco nota della vicenda rivoluzionaria novecentesca: l’organizzazione d’iniziative di protezione a sostegno dell’infanzia messe in atto da governi, partiti e militanti afferenti alla galassia marxista. Ogni matrioska si sofferma su una diversa storia e un diverso paese.

 

 

 

“Solario (alla deriva)” di Valentina Bialetti

texture

Arte Fiera 2024 è stata caratterizzata da molta pittura, divinamente eseguita. Tra i vari autori mi piace ricordare Valentina Biasetti con la sua serie “Solario (alla deriva) ” per l’intelligente uso delle texture e della tecnica mista su lenzuolo intelato.

 

 

 

“Term” di Jürgen Knubben

montagne

Quest’artista tedesco da sempre lavora sull’elaborazione delle forme geometriche, che questa volta si sono fuse con l’idea naturale di montagna. Ecco quindi che tante piccole montagne di bronzo patinato hanno invaso la pavimentazione di Arte Fiera 2024.

 

 

 

“Lavoretti” Donati&Scartoni

vasca

È sempre interessante guardare le opere degli studenti delle Accademie, grandissime fucine di nuovi stimoli e idee. Giacomo Donati e Irene Scartoni sono allievi dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e, ad Arte Fiera 2024, hanno presentato un video molto particolare sull’impatto che l’ambiente urbano ha sulla vita umana. Ci ritroviamo davanti a sculture che pendono vita e, come esseri antropomorfi, intervengono sul paesaggio.

 

 

 

“Standing” di Erwin Wurm

wustell

Ad Arte Fiera un po’ di trash non può mai mancare! Erwin Wurm è un artista austriaco che parla sempre il linguaggio dell’ironia, usando gli oggetti della quotidianità per parlare di essere umano. Questa volta ad assumere una struttura antropomorfa è un wurstel, realizzato in bronzo e colorato in acrilico.

 

 

 


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Chiara
Punk di formazione, da sempre si occupa di arte contemporanea e controculture.
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