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ITINERARI

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MOSTRE A BOLOGNA E DINTORNI, AUTUNNO 2026

Chiara Righi1 Settembre 2026

L’autunno 2026 regala porta con sé alcune mostre da non perdere a Bologna. Si tratta di esposizioni visibili in centro città ed alcune a Dozza.

Alcune sono grandi mostre, tante altre sono piccole perle completamente gratuite. Noi vi consigliamo di non perderne nessuna!

 

 

 

 

• Tra le nuvole

di CuoghiCorsello

16 ottobre 2026 – 6 gennaio 2027
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna

 

Ingresso 6 euro

1_Cuoghi Corsello, Quadrupede, sintografia, 2024

L’autunno 2026 ci porta a festeggiare i 40 anni si sodalizio artistico di Monica Cuoghi e Claudio Corsello.

Si tratta di artisti che hanno contaminato lo spazio urbano e i musei con una vasta schiera di creature visionarie e metamorfiche, fondendo la realtà con un mondo fantasioso e surreale.  Quadrupede è uno dei loro personaggi più iconici che, a partire dal 1994, abita spazi pubblici e fabbriche occupate. Due esemplari di questa creatura saranno i grandi protagonisti della mostra, curata da Lorenzo Balbi e Fulvio Chimento.

 

L’esposizione si suddivide in due capitoli:

Una prima inaugurazione, prevista per giovedì 15 ottobre 2026, svelerà la grande installazione che trasformerà la Sala delle Ciminiere.

Nel mese di dicembre 2026, invece, la mostra si arricchirà di una selezione di opere pittoriche realizzate con vernici spray su moquette e lenzuola trattate, realizzate negli anni dai due artisti.

 

 

 

 

• La luce è un luogo

di Claudio Verna

25 settembre 2026 – 25 ottobre 2026
Villa delle Rose
Via Saragozza 228/230, Bologna

 

Ingresso Gratuito

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Claudio Verna è uno dei maestri e assoluti protagonisti della pittura italiana del secondo Novecento.

La mostra, a cura di Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli e realizzato in collaborazione con LABS Contemporary Art, attraversano oltre sessant’anni di ricerca artistica.

Grazie a un’attenta selezione di opere, l’esposizione mette in luce come i diversi periodi della produzione di Claudio Verna non si succedano in modo rigido, ma tendano a richiamarsi, rilanciarsi e collassare l’uno nell’altro, rivelando una profonda coerenza di visione.

L’itinerario prende il via dal 1967, anno che segna l’avvio della celebre stagione analitica dell’artista, per proseguire con una selezione di capolavori degli anni Settanta, Ottanta, Novanta, fino ad approdare alla produzione più recente e contemporanea.

Al centro dell’indagine, il dialogo pulsante tra geometria e colore, inteso quest’ultimo come esperienza fisica, sensoriale ed emotiva capace di generare spazio e luce.

 

 

 

 

 

• Chéhère Laurent

14 novembre 2026 – 13 dicembre 2026

Galleria Forni
Piazza Farini 26/F, Bologna

 

Ingresso gratuito

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L’autunno 2026 porta a Bologna un artista francese davvero interessante.

Laurent Chéhère vive a Ménilmontant, un quartiere popolare della capitale francese, una vera e propria Torre di Babele dove si incontrano persone provenienti da tutto il mondo. Questi quartieri popolari sono la sua fonte d’ispirazione, il suo punto di partenza e di arrivo. Lì ha scoperto la passione per i viaggi, per le persone e le storie di ogni parte del mondo. Ama esplorare città, periferie e paesi tanto quanto esplorare i campi della fotografia, dal reportage all’immagine concettuale.

“Case volanti” è il suo ultimo ciclo di opere. Edifici apparentemente anonimi si trasformano in luoghi affascinanti, ricchi di elementi che suscitano curiosità, dettagli simbolici, metafore e citazioni, sia letterarie che cinematografiche.

 

 

 

 

 

• Controstorie

di Nidhal Chamekh, Christian Jankowski

Novembre

04 luglio 2026 al 7 Novembre 2026

Galleria Enrico Astuni

 Via Iacopo Barozzi, 3/D-E-F, Bologna

 

Ingresso gratuito

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La bipersonale di Christian Jankowski e Nidhal Chamekh, a cura di Marco Scotini, propone un dialogo tra due autori dal profilo fortemente diverso. Il complesso dei loro lavoro si concentra però su una tematica comune: sulla memoria e la sua rappresentazione.

Con una pratica ad assemblage di elementi grafici e scultorei eterogenei, Nidhal Chamekh dà forma alle dissonanze, alle fratture ed alle ibridazioni insite nelle vicende storiche che indaga. Come macerie del presente, disegni e sculture nascono da una deliberata e impossibile coincidenza temporale e culturale tra Occidente e Sud del mondo, configurandosi così come dispositivi capaci di attivare un continuo processo di ridefinizione della storia attraverso la cultura visiva.

Nel contempo Christian Jankowski indaga il confine tra finzione e realtà, interrogando i meccanismi della comunicazione visiva contemporanea. Di grande interesse per l’artista è il rapporto con il monumento, non come celebrazione della forma classica della memoria pubblica, ma nella sua trasformazione in dispositivo instabile e performativo. Più che costruire monumenti, l’artista ne mette in scena i meccanismi simbolici, mediatici e istituzionali, evidenziandone la natura costruita e spettacolare: il “monumentale” diventa così qualcosa da attivare e decostruire.

 

 

 

 

 

• It’s not a fairy tale

di Patricia Mearini

Novembre

21 novembre 2026 al 31 dicembre 2026

Want Unconventional Lab

 Via Aurelio Saffi 16/2/E, Bologna

 

Ingresso gratuito

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Patricia Mearini è artista e scrittrice. La sua ricerca nasce dall’incontro tra parola, immagine e materia e si sviluppa attraverso installazioni, fotografia, elaborazioni visive e progetti nei quali la dimensione narrativa diventa strumento di riflessione sul presente.

Con It’s Not a Fairy Tale, Patricia Mearini porta la propria ricerca in un territorio sospeso tra fiaba e apocalisse. Il progetto comprende otto opere nelle quali l’immaginario delle fiabe entra in collisione con una delle immagini più potenti della distruzione contemporanea: il fungo atomico.
La fiaba, tradizionalmente associata all’infanzia, alla metamorfosi e alla possibilità del lieto fine, viene contaminata da un simbolo che appartiene invece alla memoria della guerra, della catastrofe e della paura collettiva. Il fungo non è soltanto un elemento visivo, ma un segnale che attraversa le storie e mette in crisi l’idea stessa del lieto fine. Il titolo diventa allora una dichiarazione: It’s Not a Fairy Tale.

 

 

 

 

 

• Biennale d’illustrazione FantastikA

5 mostre collettive

Due mostre dal 19 al 20 settembre 2026

Tre mostre dal 19 settembre al 13 dicembre 2026.
Museo Rocca di Dozza
Piazza della Rocca 6/A, Dozza (BO)

 

Ingresso 7,50

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Il Museo della Rocca ospiterà le mostre della Biennale di FantastikA che si svolgerà nel Borgo di Dozza il 19 e 20 settembre. In quest’occasione inaugureranno cinque esposizioni, tre delle quali rimarranno aperte fino al 13 dicembre. Ecco di cosa si tratta:

 

 

Dal 19 settembre al 13 dicembre:

 

 

LIMINALIA. CREATURE NATE DAL FILO DEL MITO di Manu Capanni, a cura di Lisa Emiliani.

Esistono luoghi che non appartengono del tutto né alla realtà né all’immaginazione. Sono un confine, un “limen” appunto, tra umano e fantastico. È proprio in questo territorio liminale che prendono forma le creature raccolte nell’esposizione. Quasi sempre figure femminili: non eroine rassicuranti, ma creature che abitano la soglia del mito. Attraverso scultura, ricamo, tessuto, disegno e assemblaggio e con con grande sensibilità, l’artista invita il visitatore ad immergersi in un bestiario poetico popolato da esseri fragili e potenti. Creature che interrogano il nostro sguardo e ci ricordano come ogni mito continui a vivere, trasformandosi insieme a chi lo racconta.

 

 

ALTRE MENTI, ALTRE MANI. WHAT IF? con opere di oltre 40 artisti, tra illustratori, fumettisti, concept artist e animatori.

L’arte, proprio come la Terra di Mezzo, non è una proprietà chiusa, ma un universo narrativo che continua a vivere attraverso le interpretazioni degli artisti. Questa mostra ne è la prova.

La mostra, curata da Ivan Cavini, è stata realizzata grazie al contributo degli artisti ospiti dell’ottava edizione della Biennale d’Illustrazione FantastikA e è visitabile nella Pinacoteca del Museo della Rocca dal 19 settembre al 13 dicembre.

 

 

 

CARTOONS IN THE CASTLE. FANTASUPERMEGAMAGICI ANNI 60/70/80, mette in mostra un’esposizione di materiali di produzione e disegni originali provenienti dalla prestigiosa collezione dell’Accademia Nemo di Firenze, a cura di Federica Fabbri e Luca Chiarotti.

Un’occasione imperdibile per nostalgici, appassionati e cultori del cinema d’animazione per riscoprire veri e propri reperti di un’epoca in cui il cinema d’animazione era ancora territorio d’avanguardia.

 

 

 

Dal 19 settembre al 20 settembre:

 

 

LE CRONACHE DEL CREPUSCOLO avrà luogo durante La Biennale d’Illustrazione FantastikA, nella Sale delle Torture della Rocca.

Si tratta di una mostra che unisce la potenza visiva delle tavole di Ivan Cavini alla ricchezza narrativa del mondo fantasy creato da Ivan Sgandurra. Nei due giorni della Biennale d’Illustrazione FantastikA non solo potrai ammirare l’esposizione, ma potrai anche partecipare alle avventure in prima persona, con brevi sessioni di gioco di ruolo pensate proprio per immergersi in questo particolare mondo fantasy.

 

 

SHAMBLES di Celeste Ratazzi, visitabile durante La Biennale d’Illustrazione FantastikA nel Piano Nobile della Rocca.

Nel momento esatto in cui l’artista ha scoperto il tema dell’edizione di quest’anno, Il Fuoco del Drago, tra passione, distruzione e rinascita, ha deciso di prendere in prestito un’idea dallo scrittore britannico Terry Pratchett per dare il titolo alla sua esibizione. Nei romanzi di Pratchett, uno shamble (letteralmente “caos”) è un congegno artigianale, un piccolo ammasso informe di oggetti usato dalle streghe per rilevare, focalizzare o amplificare la magia.

 

 

 

 

 

• Oltre la materia, verso il pensiero formante

di Giuseppe Spagnulo

9 ottobre 2026 – 23 gennaio 2027 

CUBO Unipol in Porta Europa
Piazza Vieira de Mello 3-5, Bologna

 

Ingresso gratuito

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Grande mostra monografica dedicata a uno dei protagonisti della scultura italiana del secondo Novecento, realizzata in collaborazione con l’Associazione Archivio Giuseppe Spagnulo e l’Archivio storico di CUBO Unipol.
Nel decennale della scomparsa dell’artista e a novant’anni dalla sua nascita, l’esposizione, a cura di Ilaria Bignotti e Roberto Borghi, mette in dialogo opere monumentali e una selezione di  grandi sculture, opere su carta, maquette e materiali d’archivio che ripercorre il meglio della sua ricerca e produzione.

Il percorso espositivo si snoda tra gli spazi interni ed esterni della sede bolognese di Porta Europa – dalla sede storica di Via Stalingrado ai giardini pensili, fino alla Mediateca di CUBO.

 

 

 

 

 

 

• Da Gaudì a Picasso

Capolavori dalla Collezione Carmen Thyssen

9 ottobre 2026 – 29 marzo 2027 

Palazzo Albergati
Via Saragozza 28

 

Ingresso 16 euro

Da Gaudì a Picasso

Con la curatela di Jordi Falgàs, l’esposizione è un’occasione unica per osservare un centinaio di opere che, prossimamente, confluiranno nella collezione del futuro Museu Carmen Thyssen Barcelona.

La mostra propone alcune delle opere dei grandiMaestri del Novecento, tra cui Gaudí, Dalì, PicassoMiróRusiñolMirNonellTogoresTorres-GarcíaJulio González e molti altri artisti.

L’esposizione si incentra sul raccontare l’incredibile periodo vissuto da Barcellona che va dalla fine dell’Ottocento fino agli anni ’30 del Novecento. In quel momento la città è popolata da grandi artisti e architetti, che segnano in modo profondo l’arte moderna.

 

 

 

 

 

• Un Capolavoro di Giornata. Dall’alba al tramonto nell’ottocento. Un viaggio nel tempo dipinto

Cento dipinti dell’800

3 ottobre 2026 – 17 gennaio 2027 

Palazzo Pallavicini
Via S. Felice 24, Bologna

 

Ingresso 16 euro

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Un Capolavoro di Giornata espone più di cento dipinti dell’Ottocento europeo. Non per scuola, non per stile, non per nazione. Per ora del giorno.
Le sale non seguono le correnti dell’arte, seguono le ventiquattro ore: dodici sezioni da due ore, sei di luce e sei di buio, dall’alba fino alla notte.
Si comincia dal risveglio, con la natura ancora sospesa e le prime luci di casa nei dipinti di Antonio FontanesiLuigi Bertelli Augusto Majani. Poi la colazione borghese di Antonio Mancini Alessandro Scorzoni. Fuori la mattina esplode: le lavandaie e i contadini di Francesco Paolo Michetti e Giuseppe Pellizza da Volpedo, un mondo ancora legato alla terra, mentre la città moderna corre già per conto suo nella Londra fumosa di Giovanni Boldini.
A mezzogiorno il tempo si ferma nella luce accecante della baia di Douarnenez di Renoir. Vengono il pomeriggio e i giochi dei bambini di Gaetano Chierici, poi il tramonto dorato di Nino Costa e Mario de Maria. La sera la chiudono le Ninfee notturne di Monet.
Infine la notte, con le visioni lunari di Grimshaw e le denunce sociali di Natale Attanasio, prima che tutto scivoli nel sogno e nella memoria.

 

 

 


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Chiara
Punk di formazione, da sempre si occupa di arte contemporanea e controculture.
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